Minimaliste, essenziali ed extra confortevoli: così i film anni ’80 immaginavano le abitazioni del futuro. Dalla realtà virtuale alle videochiamate dal salotto di casa, dalle TV agli elettrodomestici smart. Robert Zemeckis, il regista di Ritorno al futuro 2, ci aveva visto giusto. Aumentano i dispositivi connessi e le tecnologie dell’Internet of Things, rendendo la nostra casa a portata di smartphone. Una sola parola d’ordine: SmartHome.

Cosa aspetti a rendere smart la tua casa?

L’Internet of Things cambierà le nostre vite

Il progresso tecnologico ha esteso Internet ad oggetti e luoghi reali, che possono ora interagire con la rete e trasferire dati ed informazioni. Gli oggetti connessi nel mondo attraverso questa nuova tecnologia sono ormai miliardi, e influenzano l’economia nonché svariati ambiti lavorativi. Non mancano però in rete svariati dubbi: “Cos’è l’Internet of things?” e “A cosa serve l’Internet delle cose?”.

Internet of Things

Da recenti studi sull’internet delle cose è emerso come molti italiani non sappiano cosa sia realmente l’Internet of Things (IoT), pur possedendo diversi dispositivi basati su tale tecnologia. L’IoT accosta Internet agli oggetti reali della vita di tutti i giorni, oggetti che sono sempre più connessi e che stanno dando vita ad una fitta rete sul territorio e in tutti gli ambienti che necessitano di controllo e automazione.

IoT smart fridge
Chi l’avrebbe mai detto che avremmo connesso al Wi-Fi anche il frigo?

IoT è ad esempio un frigorifero che ordina da solo o ci ricorda di comprare il latte quando “si accorge” che è finito. IoT è una casa che accende da sola i riscaldamenti al nostro arrivo. Questo è fondamentalmente l’Internet delle cose: oggetti interconnessi che uniscono il mondo reale con quello virtuale.

Come funziona l’IoT: analytics e big data

Perché tutto ciò sia possibile, l’IoT ha bisogno di raccogliere e archiviare una grossa mole di dati. Ma a cosa servono tutti questi dati? Per rendere davvero utile l’Internet of Things, è importante collezionare e analizzare grandi volumi di dati real time (e.g. da termostati, sensori e qualsiasi altro dispositivo connesso, come ad esempio i semafori). Per far ciò si rende utile l’integrazione dei dati IoT, big data e database nosql. Ciò non solo in ambito aziendale, per migliorare sicurezza e produttività, ma in qualsiasi ambito e per qualsiasi device connesso.

La frontiera della gestione dell’informazione, BigData e Internet Of Things

Nella realtà ormai consolidata dell’Internet delle Cose, ad essere riconoscibili sulla rete Internet non sono più solo le persone, le “persone giuridiche” e le imprese, ma anche le “cose“. Cose, oggetti, strumenti intelligenti capaci di rilevare informazioni e di comunicarle. Nell’Internet of Things gli oggetti assumono un ruolo attivo grazie al fatto di essere in rete, inviando e ricevendo flussi di dati.

Qualche esempio pratico

Nel mondo dell’Internet delle cose, una videocamera non si limita più ad inviare semplicemente dati e immagini, ma può farlo in modo smart. Ad esempio in funzione delle immagini riprese, della luminosità o della temperatura ambientale, adattando il proprio comportamento sulla base di specifici parametri. Ma ciò si estende anche a:

  • Confezioni di prodotti alimentari, che possono fornire importanti informazioni sulla qualità del prodotto;
  • Confezione di un farmaco, che ci può ricordare quando assumerlo o avvertirci se non lo stiamo assumendo in maniera corretta;
  • Automobili, dotate di innumerevoli sensori e telecamere che possono interagire con l’ambiente circostante, facilitando la guida nonché garantendo comodità e sicurezza.

Internet of Things o Internet of Security Issues?

Le previsioni di Ericsson sostengono che entro il 2021 avremo 1,5 miliardi di apparati Internet of Things dotati di connessione dati, dei quali la maggior parte adotteranno soluzioni 5G. Ciò rappresenterà un new business per tutti gli operatori di telefonia mobile, che andrà di pari passo con le procedure di data collection, data communication e data analytics associate all’IoT.

Internet of Things
L’internet delle cose non è esente da rischi legati alla sicurezza

Aumentano dunque i dispositivi connessi, i dati da essi prodotti e, purtroppo, aumentano anche le minacce che porteranno problemi di sicurezza associata alla protezione dei dati personali. Ma se l’IoT è da una parte una nuova fonte di minacce, dall’altra è anche una fonte di dati e conoscenza per ridurre l’esposizione ai rischi. In tal senso, per fronteggiare tali problemi sta crescendo l’interesse verso soluzioni di edge data collection che agiscono come endpoint di sicurezza.

La società di ricerca Gartner afferma che negli ultimi tre anni un’azienda su 5 ha subito almeno un attacco al proprio ecosistema IoT. Il rischio non è più quindi circoscritto ai server, ai computer e ai device mobili in dotazione al personale, ma anche a tutti gli oggetti intelligenti che raccolgono dati e che contribuiscono sempre più a gestire i nostri edifici e la nostra produzione.

Vien da sé che ciò si rivela molto rischioso, soprattutto se si pensa che un hacker focalizzato sull’IoT può violare accessi e sistemi di sicurezza di una serie di edifici, bloccando uno stabilimento produttivo. Ecco perché Gartner stima una crescita negli investimenti in sicurezza destinati all’Internet delle Cose con una progressione che porterà questi volumi di spesa a superare i 3,1 miliardi di dollari nel 2021 da un valore di 1,2 miliardi del 2017.