Il 14 marzo di 31 anni fa il fisico americano Larry Shaw organizzò il primo Pi Day, vale a dire la giornata dedicata al Pi greco, che dal 2020 potrebbe diventare Giornata Internazionale della Matematica! Perché proprio il 14 marzo? Ebbene, diversamente da come siamo abituati a vederla noi italiani (14/3), nella notazione anglosassone il mese viene prima del giorno (3/14), ed ecco che appare subito chiara la motivazione della scelta.

Un po’ di storia…

Prima di essere approssimata scientificamente da Archimede nel terzo secolo avanti Cristo, la famosa costante nota come rapporto tra la lunghezza della circonferenza e quella del suo diametro, nonché tra l’area di un cerchio a raggio unitario, era già utilizzata da egizi e babilonesi, che ne avevano dato due stime diverse, seppur prossime al valore reale (rispettivamente 3,1605 e 3,125).

Non sono poche le curiosità che orbitano attorno al Pi greco. Tra queste quella relativa alla data di nascita di Albert Einstein che, destino vuole, cade proprio 14 Marzo. Circostanza ancor più particolare se si considera che, neanche a farlo apposta, proprio il 14 Marzo scorso si spegneva un altro dei più grandi scienziati dei nostri tempi: Stephen Hawking.

Il Pi greco di generazione in generazione

Da secoli la scienza si interroga sul Pi Greco, fondamentale anche nelle missioni spaziali. “Lo usiamo ogni giorno per comandare i rover su Marte e per misurare i crateri sulla superficie“, hanno sottolineato a più riprese i tecnici della Nasa.

È un numero importantissimo e ancora oggi si continuano a fare ricerche intorno alle sue ricadute. Questo numero entra, ad esempio, nelle formule usate nel calcolo delle probabilità, utilizzate a esempio per simulare l’efficacia di un farmaco, per calcolare la probabilità che una certa malattia si diffonda, nelle proiezioni dell’andamento delle azioni in borsa“.

Roberto Natalini, direttore dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘M. Picone’ del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e membro dell’Unione Matematica Italiana
Pi day at school

La sequenza delle cifre dopo la virgola (3,1459…) è infinita. Se dovessimo stamparlo per intero occorrerebbero milioni di volumi: probabilmente non basterebbero tutti gli alberi della Terra a fare tutta quella carta. Ecco perché quando si usa il Pi greco nei calcoli ci si limita all’approssimazione.

Un numero così particolare che nessuno riesce a spiegare fino in fondo la sua perfezione. Tant’è che la stessa matematica lo definisce numero trascendente: non esiste un’equazione polinomiale a coefficienti interi che, risolta, dia Pi Greco come risultato. Ma non solo, non si può esprimere come frazione di due numeri interi.

Il π ai giorni nostri

Dall’architettura alla medicina, dall’elettromagnetismo alla meccanica quantistica, il Pi greco svolge un ruolo chiave nel nostro quotidiano. Utilizzato da Copernico e Galilei per calcolare le dimensioni e le distanze dei pianeti, ancora oggi viene utilizzato per costruire gli strumenti di astronomi e astrofisici. Fondamentale per lo studio delle onde nel campo dell’elettromagnetismo, dobbiamo ringraziare anche il Pi greco se cellulari e forni a microonde fanno oggi parte dell’ordinario.

Pi day

Destinate a stare al passo col progresso tecnologico, le cifre del Pi greco sono anche protagoniste di gare il cui scopo è recitarne i decimali in sequenza. Degna di menzione la prestazione del giapponese Akira Haraguchi, che nel 2011 è riuscito a memorizzare più di centomila cifre.

Curiosità: il Pi greco ha salvato una persona dal carcere

Concludiamo con un simpatico, ma non troppo, aneddoto. Nel 1994, OJ Simpson, giocatore di football americano e attore incriminato per l’omicidio della moglie, è stato salvato proprio dal Pi greco.

OJ Simpson Trial
OJ Simpson al processo

Come? Il suo avvocato riuscì a invalidare diverse prove a carico di Simpson: fra queste quella del DNA che avrebbe dovuto incastrarlo definitivamente. Un agente dell’FBI non prese in considerazione il Pi greco, calcolando in maniera errata l’area della goccia di sangue usata per tracciare il DNA dell’assassino, così il giudice invalidò la prova.