Sebbene alcuni provider VPN abbiano cessato le loro attività in Russia, altri non si sono dati per vinti, tant’è che il Roskomnadzor, un organo della Federazione Russa che controlla le comunicazioni e relativo oscuramento, ha intimato le società che gestiscono noti servizi VPN di oscurare alcuni siti ritenuti “sgradevoli”.

A svariate aziende, tra le quali figurano NordVPN, ExpressVPN, TorGuard, IPVanish, VPN Unlimited, VyprVPN, Kaspersky Secure Connection, HideMyAss! e Hola VPN, è giunta la richiesta di attingere alla lista di blocco redatta e aggiornata dagli apparati governativi russi, impedendo la visita dei siti web riportati nell’elenco.

Non si tratta di una novità, in quanto negli ultimi quattro anni la Russia imposto in altri modi la censura e ostacolato la navigazione in anonimo. Ad esempio, nel 2015 fu ordinato di oscurare Wikipedia.ru per poi revocare l’ordine il giorno successivo. In aggiunta, non possiamo non citare il ban di Telegram avvenuto lo scorso anno. Ciò con lo scopo di creare una sorta di mega Intranet nazionale, chiudendo il traffico sulla rete verso il resto del mondo. Non in maniera molto differente a quanto avviene attualmente in Cina.

Russia block VPN

La censura dell’internet è un controsenso poiché Internet stesso è nato per essere fruibile da tutti senza limitazioni. La comunità di internet lotta continuamente per far cessare ogni tentativo di censura, ma purtroppo Stati come Russia e Cina hanno meccanismi quasi perfetti per censurare ciò che credono sia contro i loro interessi o che possa danneggiare l’immagine della nazione.