Lanciato dalla società tedesca Fraunhofer FEP a gennaio 2019, Smart2Go è un interessante progetto finanziato dall’UE. Lo scopo è la realizzazione di un sistema per ricavare energia dal movimento e ricaricare così smartwatch e smartband.

Smart2GO: l’ambizioso progetto che vuol farci dimenticare di caricare i wearable

Nonostante il mercato sia ormai stracolmo di dispositivi indossabili, l’industria dei wearable è nel suo complesso ancora agli inizi. Un grosso problema che attualmente ne limita in parte lo sviluppo ruota proprio attorno all’alimentazione, con cui si cerca di fornire un’adeguata autonomia, senza ricorrere a pack batteria eccessivamente grandi.

Problema che il progetto Smart2Go si propone di risolvere attraverso una soluzione che includerà sia una batteria potente, sia un innovativo sistema per l’approvvigionamento energetico. La società tuttavia non ha ancora fornito alcun dettaglio su quest’ultimo, limitandosi ad affermare che sarà “appropriato allo scopo“.

Smart2Go
Dover ricaricare la batteria dei nostri smartwatch potrebbe presto diventare un lontano ricordo

I potenziali sistemi proposti da Smart2Go, includono la conversione di calore corporeo o l’utilizzo del movimento da parte di chi indossa il dispositivo, per ricaricare la batteria del device. L’aspetto che riguarda l’approvvigionamento energetico rappresenterebbe la parte “autonomia” dell’obiettivo posto, il che si traduce nel non doversi più preoccupare di dover collegare il dispositivo ad un caricabatterie.

Fraunhofer FEP ha spiegato che la piattaforma sarà modulare, così da renderla adattabile ai diversi prodotti ed alle esigenze per cui saranno pensati. Sebbene non siano ancora stati forniti dettagli, la società afferma che tale sistema potrà anche essere modificato, ma non è ancora chiaro come.

Come accennato, il progetto è finanziato dal programma di ricerca e innovazione dell’UE Horizon 2020, con una durata prevista pari a 36 mesi. Inoltre è composto da otto partner per l’innovazione dell’UE e dal Centro di ricerca Optoelettronica dell’Università di Southampton.